ENEL

Considero l’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) come un fiume nel quale, in crescendo, ho percorso circa 40 anni della mia esistenza che mi hanno permesso una vita dignitosa. L’ENEL, nel 1962, con l’obiettivo di portare l’energia elettrica a tutte le abitazioni del Paese, ingloba circa 1300 imprese italiane produttrici e distributrici di energia elettrica rilevandone attrezzature e personale. Ora il nuovo Ente gestisce la produzione dell’energia elettrica, il trasporto e la distribuzione all’utenza. Anche io, dipendente della S.R.E., vengo incorporato proseguendo nella mia carriera. Ma in che mondo mi trovo? Cosa è successo fuori dell’ENEL e della SRE? In Italia e a Roma? Come mi sono collocato con le mie idee di socialità nate, da quindicenne, con gli insegnamenti di mio zio Gino, un socialista epurato dal regime fascista?
Per non appesantire la mia storia mi aiuterò con i flash ENEL quando, alcuni eventi, potranno dare ulteriori contenuti al mio percorso nel “fiume ENEL” guardandolo entro gli argini.
Assunto a Roma dalla SRE il 1° settembre 1956, dopo un mese vengo trasferito a Frosinone, più lontano di Colleferro e della BPD. Per la prima volta, a ventidue anni, vado a vivere e mantenermi fuori di casa in una città di 25.000 abitanti, con mentalità gretta e contadina, tanto lontana da quella di un giovane romano, pieno di vita. Frosinone, vicino all’ufficio della SRE, ha una sola strada con qualche panchina e un andirivieni di madri e figlie che sanno chi sei e che ti conoscono come un giovane da maritare, romano e con un lavoro certo. Su quelle panchine, dopo l’ufficio, mi leggo il giornale in pace ma vengo sempre interrotto dalle coppie femminili che interrompono la mia lettura, salutando, ogni volta che passano. In pochi mesi, pur facendo una vita riservata, mi fanno la corte in parecchie.
Nell’Ufficio della Zona di Frosinone sono il più giovane e l’unico che acquista giornalmente un quotidiano, Il Paese o Paese Sera. Al mattino la stanza si affolla di colleghi che vogliono aggiornarsi sull’invasione sovietica dell’Ungheria e sullo sbarco di Fidel Castro a Cuba.
Mi salvo dal provincialismo grazie al lavoro di progettista di elettrodotti, che mi fa stare tutto il giorno fuori sede, ed alla mia camera ammobiliata dove preparo, alla meglio, gli esami universitari. Quante volte mi sono svegliato infreddolito, in piena notte, con la luce accesa e con il libro sulla pancia con il quale dovevo preparare un esame!? La trasferta a Frosinone dura però pochi mesi perché il 1° aprile del 1957 torno a Roma, dove ero stato assunto in settembre, con esperienze in più. FLASH ENEL 1
La mia sede di lavoro è Via del Tritone 210 di fronte all’albergo Marini. Ho un carattere brillante e, pur se ragazzino, faccio amicizia con anziani e di mezza età, romani, simpaticoni e in vena di scherzi. Spesso, vittima dei colleghi, è “Gino er ciccione”. FLASH ENEL 2
Di fronte al portone della Direzione Lazio di Via Poli 14 c’è la C.E.C.A. (Comunità Europea Carbone e Acciaio) di cui ho letto sul giornale, che ha lo scopo di sopprimere i diritti di dogana tra sei Paesi Europei (Italia, Francia, Germania e Benelux) sul mercato del carbone e dell’acciaio. Colgo l’occasione per saperne di più chiedendo una visita negli uffici con relativo significato e prospettive. Divento così un grande tifoso di quell’Unità Europea il cui trattato verrà firmato a Roma tre anni dopo, nel 1960 ponendo fine a guerre che nei secoli hanno visto scontri con milioni di morti.
Ho superato il periodo di prova, sono assunto a tempo indeterminato. Ora vengo avvicinato da un collega dirigente del sindacato CGIL-FIDAE: mi informa che tutti i miei colleghi sono iscritti e che sarebbe opportuno che non rimanessi fuori. Il sindacato è forte in un periodo storico in cui l’Italia è governata dalla DC con socialisti e comunisti all’opposizione. Ho già un’apertura mentale al livello politico. Mi iscrivo volentieri al sindacato come mi iscriverò volentieri al partito socialista italiano, che ha Nenni segretario, e del quale ho già avuto le tessere della FGS (Federazione Giovanile Socialista).
Lo studio dei problemi politici e la frequenza delle sezioni mi portano, negli anni, ad essere eletto nei congressi prima nel Direttivo e poi nella Segreteria Provinciale del sindacato CGIL-FIDAE. Per il partito, divento presto uno dei punti di riferimento della componente romana del PSI, dei lavoratori elettrici. Frequento, in Via del Conservatorio, la sede della sinistra del Partito Socialista Italiano che fa capo a Riccardo Lombardi, una dei capi della Resistenza. Conosco anche altri personaggi storici come Anderlini e la Carrettoni.
Ma il mio tempo libero ha anche altri interessi: gioco a tennis e sono uno dei primi della classifica sociale dell’ENEL di Roma, mi piace viaggiare con ogni mezzo per vedere e conoscere mondi diversi.
Nel 1958 vado a Londra dove c’è la mia fidanzata che si sta specializzando nell’inglese. Due anni dopo diventerà mia moglie. Ci prendiamo una vacanza per un giro in autostop dell’Inghilterra e del Galles. Con lei e con il nostro primo figlio Maurizio farò, dieci anni dopo, nel 1968, un lungo viaggio per l’Europa trainando la roulotte in otto Paesi diversi. Cosa faccio in questi dieci anni?
Vivo con una personale maturazione IL MIO ’68, descritto a parte, del quale raccolgo le mie passioni e il mio impegno politico-sociale in un mondo che cerca, con fatica, di cambiare. Proseguo nella mia carriera tecnica, mi fermo a 22 esami su 26 per acquisire la laurea in Economia e Commercio, per un atto di presunzione; a 36 anni sono già in categoria A superiore e ritengo quasi acquisita la nomina a Dirigente. Non arriverò a tale nomina perché, un certo giorno, verrà istituita la categoria intermedia dei “Quadri”.
In famiglia si acquisiscono tante esperienze: la passione per la canzone folk e la assidua frequenza del Folkstudio, viaggi gratuiti in aereo (grazie a mia moglie, dipendente Air France), viaggi con la roulotte. L’AIG (Associazione Italiana Giochi Intelligenti) consente a me e il mio primo figlio Maurizio, di misurarci, per corrispondenza, con avversari di tutta Italia conseguendo ottime classificazioni, soprattutto lui.
Nel 1970 la famiglia è allietata dalla nascita del secondo figlio Sergio ma l’impegno politico di sinistra mi porta a correre anche dei rischi. FLASH ENEL 3.
Come Capo Ufficio Ispezioni e Controlli, con quattro ispettori collaboratori, individuo la variabilità dei metodi con i quali alcuni colleghi disonesti possono essere corrotti dalle imprese e dagli utenti. L’Ufficio, in pochi anni, diviene il timore delle imprese e di chi le protegge. Nel 1973, per la terza volta, dopo Livorno e Salerno, partecipo come “delegato” (1 ogni 500 iscritti) al congresso nazionale del mio sindacato. VEDI FOTO.
Nel 1981 nasce il terzo figlio e cerco di costruire qualcosa di nuovo che, un giorno, possa essere utile a tutti e tre. Poca gente sa che cosa è l’informatica ed io, assieme al primo figlio, costituisco la COMPUMAC s.r.l., una società che proseguirà con successo per dieci anni nella informatizzazione di studi commerciali, associazioni, piccole imprese ed effettuerà servizi. Dieci anni dopo, mettiamo la società in liquidazione con esperienze che, ciascun figlio, conserverà per il futuro.
La creatività dimostrata come Capo dell’Ufficio Ispezioni porta la Direzione dell’ENEL a farmi partecipare ad un seminario sulla “sensibilizzazione economico-finanziaria sull’attività gestionale” presso l’Università di Torino e ad affidarmi l’incarico di Capo Ufficio Materiali del Lazio, con 70 collaboratori e una gestione di 300 miliardi di Lire del 1991. Ottengo la categoria di Quadro di 1° livello. FLASH ENEL 4
Per mia scelta, dopo 40 anni di lavoro, mi dimetto dal servizio deciso a trascorrere il pensionamento con attività mai svolte in precedenza reinventandomi e senza perdere l’abitudine allo studio, di cose nuove.
Esco così dal fiume in cui ero entrato 40 anni prima. Oggi, quel fiume non ha più la portata di quando vi navigavo io. I miei ex 70 collaboratori, tra cui molti amici, sono stati smistati nelle oltre venti società tra le quali è stato diviso l’ENEL ora tornato una miriade di rigagnoli come era, nel 1963, prima della nazionalizzazione.
Ora, nel 2009, sono libero, non incanalato in alcun fiume scegliendo gli spazi che mi indica la fantasia... ma l’ENEL non mi ha dimenticato: nel 2010 l’ENEL ha voluto raccogliere ricordi e memorie legate all’arrivo dell’energia elettrica in Italia. Con l’occasione sono stato intervistato sui problemi tecnici e generali esistenti oltre 50 anni fa... vedi
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