I miei viaggi

Nel “mio piccolo” ho sempre sfruttato le ferie, i fine settimana, i “ponti” del lavoro, gli inviti, le delegazioni politiche per conoscere “gli altri”, chiunque fossero e altri Paesi, ovunque si trovassero.
Inizio a viaggiare con la fantasia quando mio padre, a 7-8 anni mi rifornisce di francobolli di tutto il mondo, mi fa organizzare la collezione, mi fa vedere sull’atlante dove si trovano gli Stati, chi sono i re, cosa sono le colonie e di chi sono.
Alla sua morte, a guerra terminata, vado a Genova e la vedo con l’occhio del romano; poi la Parrocchia e gli scouts mi consentono i primi viaggi in montagna, nelle Dolomiti e in Val d'Aosta, a contatto con la natura, con le notti in tenda o nei fienili.
Si forma in me una mentalità. E’ importante vedere e conoscere luoghi diversi da Roma e persone non romane andando ove possibile, senza limiti. E’ poco importante se per 15 o 30 giorni l’anno si rinuncia alle comodità disponibili negli altri 350-335 giorni.
Per i 60 anni successivi continuo a ragionare così, a viaggiare con qualsiasi mezzo sfruttando qualsiasi opportunità in 43 Paesi di diversi continenti con circa 90 viaggi. Grazie agli album di foto e ai filmati in mio possesso ho la lista de LE VACANZE DELLA MIA VITA DAL 1934, costruita con excel nel 1994, che ha le colonne “dove, struttura, con chi, trasporto, note”.
Ho sempre considerato il “turista” in modo un po’ dispregiativo perché lo identifico con una persona che si muove senza porsi in relazione con i luoghi che visita, con la cultura, lo spirito locale, la storia; lui è interessato solo allo svago, al relax, alle giornate sulla spiaggia (che abbiamo anche qui, senza prendere l’aereo).
Non sono mai partito senza avere acquistato e assimilato un libro sui luoghi che andrò a visitare sia in l’Italia che negli altri Paesi.
Per viaggiare qualsiasi mezzo è buono.
Oggi, volendo, è tutto facile se il portafoglio lo consente. Esistono viaggi “last minute” a prezzi stracciati e disponibili pochi giorni prima della partenza. Esistono i voli “low cost” e si può prenotare “on line”. Qualsiasi informazione sui Paesi e luoghi specifici si trovano sul web. Una volta organizzare un viaggio senza agenzia era molto più complicato.
Ma sul web non si trova lo spirito con cui si gira per il mondo. Necessita entrare nella cultura locale, capirne la storia, le abitudini non dal punto di vista del “ricco occidentale” ma da quello di chi, un giorno, ha subito la prepotenza dei Paesi già ricchi e forti che, dopo averli depredati, ha imposto con le armi civiltà e religioni sconosciute.
E’ semplice dire: “… che morti di fame! Vengono tutti in Europa...“ senza conoscere o far finta di non conoscere la storia e i perché.
E’ meglio partire informati dopo esserci posti già alcune domande fondamentali:
- perché faccio questo viaggio?
- cosa mi propone il Paese che vado a visitare?
- quali pregi paesaggistici ha?
- quali sono i suoi beni artistici?
- quale è la realtà sociale?
Se le risposte che ci diamo sono soddisfacenti possiamo viaggiare e soggiornare con qualsiasi mezzo altrimenti è sufficiente andare in una della belle spiagge italiane.
Nelle VACANZE DELLA MIA VITA alla voce “TRASPORTO” trovo nell’ordine: treno, autobus, Lambretta, autostop, auto di tipi diversi, auto+roulotte, camper, nave, trekking.
Alla voce “STRUTTURA” trovo nell’ordine: casolare, colonia (durante la guerra), appartamento, tenda, ostello della gioventù, monastero, albergo, pensione, roulotte, camera ammobiliata, residence, bungalow, nave, baita, hotel, alberghetti.
E il vitto? A Roma diciamo: “O t’adatti o t’hai d’adattà” . Quante volte mi sono adattato invitato da persone locali, avendo in bocca una schifezza e dicendo: “Quanto è buona“,
E’ importante vedere i musei nei diversi Paesi con le raccolte di oggetti relativi a uno o più settori della cultura, testimonianze materiali dell’ambiente.
L’organizzazione che amo di più è “AVVENTURE NEL MONDO”, nata nel 1970, con cui ho visitato Nepal e Sikkim
(di quell'avventura riporto il mio Diario di viaggio).